Laboratorio Teatro Liceo Ginnasio Dante a.s. 2009/2010
Ne “La bisbetica domata (?)” si mette in scena un libero adattamento della celebre commedia shakespeariana in cui i tradizionali canoni morali sono riletti attraverso i problemi e le aspirazioni dei ragazzi dei nostri giorni. La storia della bisbetica Caterina è raccontata attraverso una dimensione onirica, in cui il risveglio collettivo dei personaggi sulla scena è anche risveglio delle coscienze e scoperta della propria individualità. Di fronte ai rischi della superficialità e dell’omologazione culturale, del maschilismo strisciante, le protagoniste offrono il punto di vista di adolescenti dalla lingua appuntita, per le quali la ricerca dello scontro verbale e polemico è un tentativo di non lasciarsi sopraffare da una realtà di compromessi e bugie. Ci si diverte, per le battute di un testo appositamente rivisitato e le situazioni ispirate alla commedia originale, ma si pongono anche le basi per una disincantata riflessione sul mondo, con un avvertimento: i ragazzi ci osservano, hanno gli occhi aperti… sono ben svegli.
Perché realizzare l’allestimento della Bisbetica domata in chiave Romantica? Lo scopo è quello di dare un’ambientazione decadente, creare uno scenario bizzarro dove le emozioni non trovano spazio per essere espresse se non attraverso alcune allegorie. Ho in mente una commedia allegorica nella quale emerga la necessità di esprimere attraverso la trasfigurazione dell’arte i desideri che si celano nell’animo umano. La bisbetica è una fanciulla come tante che non vuole rinunciare a essere protagonista della propria storia. Non accetta di vivere nell’anonimato i propri privilegi di ragazza nel fiore degli anni. Non ammette con se stessa di vivere gli stessi desideri di qualunque altra fanciulla. Come sua sorella Bianca cerca un proprio spazio nel cuore di un ragazzo, ma non ammette di vivere l’intimo desiderio di essere amata e accettata. La sua condizione di superbia la mette in competizione con tutti gli uomini che incontra, nessuno è alla sua altezza, tutti finiscono per rifiutarla. Esibisce un carattere spinoso, nasconde le proprie paure dietro l’orgoglioso. Cerca di distinguersi, s’illude di essere superiore rispetto alle bassezze che conducono gli uomini a essere miserabili.
2010 Regia di Chiara Macinai per il Liceo Ginnasio Dante
Liberamente (molto liberamente) tratto dalla commedia di William Shakespeare
Firenze, 31 maggio 2010 Teatro della Pergola

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