Se nella trilogia de I Sonnambuli di Hermann Broch vi era una forte denuncia alla crisi di valori della società contemporanea, qui il sonnambulismo perde il suo connotato sociale per immergersi in una dimensione più intima: le incertezze e l’indifferenza degli individui trovano in legami forti eppure dimenticati le radici della propria identità.
La percezione di sentimenti soffocati, anestetizzati, avvelenati dalla vita di tutti i giorni, il sentore di quel Rumore Bianco descritto da scrittori come Don De Lillo porta alla ricerca di una visione del mondo lontana dal pensiero consolidato, dalle ideologie, dai punti fermi della filosofia. La sfida è nella leggerezza del vuoto: amare senza conoscere, camminare senza una direzione; guardare, tenendo gli occhi chiusi.
LA STORIA
Dani è un giornalista che ha scritto un libro che gli ha regalato qualche notorietà, ma anche tante polemiche a causa di svariate censure. Per questo ha assunto sua cugina Toni, una esperta di comunicazione per avere del supporto nel suo lavoro. I due, che da piccoli hanno condiviso alcune esperienze di sonnambulismo, entrano in contatto con Dede, un’artista un po’ mattoide che rivela di avere un legame con la famiglia di Dede e Toni. Nel mondo del sonno, durante lunghe camminate notturne i tre sviluppano un rapporto che si sonda tra arte, idee e ossessioni.
Testo Francesco Barilli
Regia Chiara Macinai
con Chiara, Francesco e Virginia
Grafica: Flavia Cori
Durata: 1 ora circa
Estate a San Salvi, 23 e 24 Luglio 2014, ore 21.30
Via di San Salvi, 12 – pad.16
50135 Firenze
prenotazione consigliata 055 6236195



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